giovedì, 08 maggio 2008, 22:06

Evidenziatori e bagni pubblici

Ho fatto una lista di quello che mi piace e una di quello che non mi piace e, incredibilmente, è molto più lunga la prima. Ora: o il mio astio nei confronti del mondo sta diminuendo in modo clamoroso – e c’è da preoccuparsi, o è talmente forte che mi vengono in mente solo le rare cose che non lo provocano.
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[perchè la vita, in fondo, è un po' tutta anauanasghè©]

domenica, 04 maggio 2008, 19:41

Sto male, malissimo. Ma partiamo dall'inizio.

Giovedì 24 - Non riesco a dormire, ho la sensazione di avere cento spilli infilati nella gola.

Venerdì 25 - Mi sveglio e mi ritrovo afona. Si parte in direzione Bracciano, per una visita al castello Orsini Odescalchi + pranzo sul lago. Mangiamo malissimo: del resto, come testato personalmente lo scorso Ferragosto, mai contare sui ristoranti nei giorni di festa. Devo scrivermelo da qualche parte. Mentre facciamo la fila per entrare al castello, due futuri sposi dell'upper class ci passano avanti: anche loro, presumo, vogliono un ricevimento stile Cruise-Holmes. Io resto estasiata dal mondo rinascimentale che mi circonda e nessuno mi comprende: ma non me ne curo, anzi sogno di essere una principessa con doppio cognome. La guida ci racconta di Isabella de' Medici, che si liberava degli amanti conducendoli, al mattino, verso una porticina, e poi in una stanza, senza pavimento ma con una buca di 20 metri che dava in una cisterna con calce viva. Come darle torto, poverina, sposa a sedici anni con uno che non era certo Johnny Depp. Concludiamo la giornata con una multa e una scorta di lecca lecca al miele.

Sabato 26 - Vado a tagliarmi i capelli. Mi faccio una mini-frangia che dopo cinque minuti già non sopporto più. Mi arriva un sms della Memi e andiamo a Roma. Sento il caldo che sopraggiunge ma lei insiste perchè la aiuti a trovare lo zainetto che vuole. Di tale zainetto non c'è neanche l'ombra in tutti i negozi di Termini, ci facciamo a piedi Via Nazionale e finalmente a Via del Corso lo troviamo. C'è la fila pure davanti al Disney Store e io rido dei turisti che vanno in giro con le infradito come fosse agosto. Mentre la Memi progetta di uscire la sera con il pigiama sotto la tuta, io cerco disperatamente un bar e evito la disidratazione: lei niente, non si stanca e non mangia, non è umana. Sul treno, al ritorno, si siede vicino a noi un tipo. Assomiglia al mago Forrest, mi dice lei. Non è un bel complimento, replica lui. Optiamo per cambiare carrozza, ma anche no. Cazzi suoi se ha origliato.

Domenica 27 - Mi faccio di Aspirine, guardo la Juve, mi soffio il naso, litigo con la connessione wireless del mio piccì, starnutisco, preparo la valigia. Il mio trolley super fescion fucsia sembra grande ma poi alla fine non c'entra niente. Ho l'impressione di aver esagerato con il vestiario. Mi sbaglio.

Lunedì 28 - Sveglia che è ancora l'alba per motivi non pervenuti: la meta è qualche paesino toscano a due ore di distanza da Roma. Durante il viaggio mi diverto a scattare foto e a battezzare il nuovo zainetto della Memi con il pennarello nero. Woodstock e la Contessina sembrano inseparabili e non fanno altro che limonare. Dopo la sosta in autogrill abbiamo una busta piena di schifezze e venti euro in meno nelle tasche. Finalmente riesco a sottrarre gli occhiali rossi alla BIP e mi faccio fare una foto. Dopo il pranzo improvvisato la mia testa scoppia. Dico che forse è l'allergia al polline per non fare la parte della solita sfigata che ogni viaggio sta male. Prima dell'albergo c'è una salita che mette alla prova i miei poveri piedi; le stanze sono piccole, i bagni senza finestra. Nella vasca c'è una macchia di dubbia origine, così chiediamo ospitalità alla Contessina. A cena, manco a dirlo, c'è il pollo. E così per i due giorni successivi. Mi faccio di primi e di contorni.

Martedì 29 - Il cielo è plumbeo ma usciamo lo stesso. Arriviamo a Siena e viene giù il diluvio. Ci rifugiamo nel Duomo e mi scoccia il divieto di scattare foto. Io, febbricitante sotto la pioggia, prima di morire di freddo faccio in tempo a comprare una felpa Benetton e la maglietta di Jack Skeletron. Passo alla Tachipirina. Bella la Maestà di Simone Martini nel Palazzo Pubblico, decisamente più grande di quanto mi aspettassi. La Tachipirina fa effetto anche sul tempo: esce il sole ed è di rito la foto in Piazza del Campo. La sera ci pasciamo di Togo, Fonzies e marshmallow, nonstante la stitichezza abbia ormai preso il sopravvento tra noi impavidi viaggiatori. Qualcuno si lamenta perchè il fumo era troppo forte e ora non si regge in piedi, Woddstock si lascia piastrare i capelli e si prepara per una pseudo-via crucis molto blasfema, il Bancraz con la matita sotto gli occhi è il sosia di Jared Leto.

Mercoledì 29 - Siamo pronti a ripartire verso casa, prima ci fermiamo a Pienza: attraverso Via della Fortuna, Via dell'Amore e Via del Bacio, al Vicolo Cieco ovviamente torno indietro. Chiediamo ad alcuni giapponesi di scattarci una foto, poi ne fanno una anche loro. A noi. Una turista americana ci chiede quale sarà la nostra prossima tappa. Oh, Montepuccianoo, vino nobile. Io sto improvvisamente bene appena ripartiamo, come al solito. Durante il viaggio di ritorno ci facciamo di cantucci alla cioccolata.

Giovedì 1 - Non ho voglia di alzarmi dal letto. Chi è al mare, chi al concerto. Io lo guardo in tv. Santamaria va bene, ma è meglio se torna a recitare. Bravo anche a cantare i Beatles. Intanto ha fatto perdere la testa alla BIP che mi ha confidato che chiunque sia in grado di cantare potrebbe essere l'uomo della sua vita. I Baustelle meritavano più spazio, però.

Week end - Io sempre peggio. Ho speso i soldi rimasti in farmacia. La febbre non ce l'ho, quindi questo scoglionamento è dovuto soltanto alle troppe medicine. Mia madre mi ha appena comunicato che forse sono le tonsille. Devono togliermi le tonsille. Togliere. A me. Le tonsille. Ahia.
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