Sta per iniziare Sanremo.
Sti cazzi, direte voi. Già. Ma quest’anno l’ensemble di conduttori, cantanti e ospiti, promette bene, dicono. Io dico che non esiste più il Festival di una volta, quello con Vasco che sale sul palco ubriaco e arriva ultimo, con Eros e la sua adorabile voce a papera, quando Pippo Baudo aveva i capelli veri, le vallette sceme erano due e c’erano ancora le mezze stagioni.
Leggo su Tv Sorrisi e Canzoni le interviste ai concorrenti, ché alcuni chiamarli artisti fa ridere. Eccone un estratto.
Fabio Concato dice: “ho una canzone che se non canto a Sanremo non me la fa cantare nessuno… non entra nelle hit radiofoniche”. E allora tienila per te, no? E se continui a dire radiofoniche, mio caro, non ti puoi lamentare. Adesso ci sono i video in tv, c’è iTunes, ci sono le suonerie, c’è l’iPod, ci sono i blog. Aggiornati.
Francesco, che non è più dj così la gente lo prende sul serio, presenta col padre Roby Facchinetti Vivere normale. Ma de che?, si dice a Roma. Proprio l’idiota che cantava Il Capitano e andava in giro con metà testa rasata? Vogliamo parlarne? “È stata la canzone a scegliere noi”, dice. Appunto.
Paolo Meneguzzi va preso sul serio. È già al suo quarto Festival e si prepara all’attesa scrivendo su un blog. Il suo brano Musica “è una ballata epica e trascinante paragonabile ai primi successi dei Backstreet Boys”. Minghia. “Ho davvero una canzone di forte impatto”, dice, e a proposito del suo nuovo album: “non ero mai riuscito ad esprimermi così bene”.
Nada è ancora convinta che Sanremo sia “un evento straordinario per chi ha un disco da lanciare”. Nel cesso.
Daniele Silvestri, quello scassacazzi che saliva saliva fino a quando non era un puntino e stava seduto sopra al ciglio di un vulcano, per ritrovare l’ispirazione e scrivere La paranza se n’è andato a pescare su un’isola delle Egadi. Mo’ lo faccio pure io.
Tosca mi sta sulle palle. Anzi, poverina, lei più di tanto non c’entra. Mi sta sul cazzo quel cornuto del suo compagno, Massimo Venturiello, che in Distretto ha ammazzato il mio ammòre, Ricky Memphis. Crepa, stronzo, tu e il tuo fottutissimo testo che le hai scritto.
Milva presenta un brano dal titolo The show must go on. Ma se continuate a cantare tu, Al Bano, Johnny Dorelli e Paolo Rossi, come può lo spettacolo andare avanti???
[Lo confesso, io quest’anno faccio il tifo per Simone Cristicchi, perché a leggere il testo della sua Ti regalerò una rosa – che parla di un matto – mi sono commossa. Se fossi buona ne riporterei uno stralcio, ma siccome non lo sono, ciccia]
Una mattina
Se è l'una meno dieci, fuori piove, Cicerone non va giù e la notte precedente io ho perso circa tre ore di sonno, quando all'improvviso, nel silenzio più assoluto, squilla il cellulare della profe, partono le note di Bella Ciao e lei, spiazzata, esordisce con "Che vi devo dire, viva la resistenza!", si può ben dire che lei, ora, mi stia simpatica.