Berlino, arrivo!
Comunico al popolo blogghesco qui in ascolto che domani partirò per Berlino. Ho in programma di restarmene là due settimane, ma può darsi che se ne avrò voglia tornerò prima. O dopo, chi lo sa.
In Germania ci sono già stata qualche anno fa ma si sa, in gita con la scuola non si è molto liberi di fare ciò che si vuole, per questo ho deciso di ritornarci. Berlino è una città che mi ha sempre ispirato.
All’inizio ero molto tentata di non portare con me il mio pc ma poi ho meditato a lungo considerando che mi sarebbe praticamente impossibile vivere senza.
Ogni tanto posterò qualche foto, giusto per farvi vedere come va la vita a una che in tedesco sa dire solo danke – grazie – e kartòffen – patate – sempre che si scriva così. Comunque. Voi, se vi va, continuate a seguirmi. Saluti, e alla prossima puntata. Restate sintonizzati.
5 cose che non sapete di me
1. Ho pianto come una disperata per due ore di fila guardando la puntata di “Distretto di polizia” in cui muore Ricky Memphis.
2. Da un paio d’anni mi diletto a scrivere frasi celebri, aforismi, battute su un diario segreto. Ha la copertina marrone con un istrice che suona il mandolino. Siccome è quasi pieno, ne ho già pronto un altro blu a pois.
3. Una volta in un negozio di giocattoli ho comprato un portafoglio con dei cavallucci marini disegnati. Quando alla cassa ho saputo che nel pacco regalo invece del nastro attaccavano un lecca-lecca, l’ho fatto incartare presa da un attacco di eccitazione puerile. Volevo anch’io il dolcetto.
4. Nel mio piccolo, anch’io ho scritto una poesia che è stata pubblicata quando ero in quarta ginnasio. Era il canto che Orfeo morto dedica a Euridice, con rime perfette e versi ben disposti. Quello che solo mia madre sa è che in uno di questi ho inserito le parole di una vecchia canzone di Eros che, spero, in pochi conoscono.
5. Ho vinto un premio letterario recensendo “L’amico ritrovato” di Uhlman. Non dovrei, ma mi vergogno, perché odio tessere le mie lodi. Per questo la targa giace chiusa sotto una pila di vecchi libri nello scaffale più alto della libreria.