Rivediamoli
Odio le rimpatriate tra vecchi compagni di classe perché 1) vengono fuori episodi di tre secoli fa che avresti voluto fortemente non (far)ricordare e 2) realizzi che il tempo è passato tanto ma tanto veloce, quindi 3) scopri che tutti hanno avuto esperienze più o meno eclatanti mentre tu fai la solita vita piatta. Comunque.
L’altro giorno sono andata in pizzeria con gente che non vedevo da una vita e ho avuto la conferma che la quasi totalità delle leggende metropolitane che si raccontano è vera come i capelli di Silvio (es. “ma lo sai che Ciccio Paoletti l’hanno messo dentro?”, “ma lo sai che Fagotto sta con quella botte di Annabella?”).
Arrivo e mi imprimo sulla faccia i soliti sorrisi di circostanza perché l’ultimo discorso che ho fatto con quei tizi riguardava i pokemon e mi accorgo che ne è passata di acqua sotto i ponti. Qualcuno ha rivoluzionato la sua esistenza, due o tre si fanno, una ha cambiato già quattro scuole, gran parte di questi sta in panciolle dalla mattina alla sera, una a breve festeggerà le nozze d’argento col suo amore. Roba così insomma, ma non divaghiamo.
Il brutto di queste adunate è che sono così monotone… qui di seguito un compendio dei dialoghi più vivi che ho avuto:
T(tipa1 romana de Roma) – teso’ da quant’è che non se vedemo?
P(me medesima miss Pinkaholic) – che saranno, due o tre anni?
T – non te se vede più in giro…
P – beh, non ho molto tempo libero…
T – allora un giorno de questi ce se becca e s’annamo a fa’ un giro…
T(tipa2 senza parole) – ciao…
P – ciao…
T – come stai?
P – si va avanti…
T – e già…
T(tipa3 romana de Roma sotto l’effetto di cannabinoidi) – a bella…
P – ma come ti sei ridotta?
T – perché come sto?
P – beh…
T – no, vabbè, oggi sto un po’ così…
P – ah…
T – io me sto a diverti’ ‘n sacco…
P – beata te…
No, ditemi.
Comunque qualche picco di divertimento, seppur raro, c’è stato.
Ora non me ne viene in mente nessuno, ma perché è passato un po’ di tempo, mica per altro.


